Matteo Lancini è uno psicologo e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica. Presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano e docente presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca e presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano. È direttore del Master “Prevenzione e trattamento della dipendenza da internet in adolescenza” e insegna nella Scuola di formazione in Psicoterapia dell’adolescente e del giovane adulto del Minotauro.

PROSSIMO EVENTO

DOCENTE
UNIVERSITÀ E SCUOLE

Università Milano-Bicocca e Scuola di formazione in Psicoterapia del Minotauro

CONSULENZA E PSICOTERAPIA

Dell’ adolescente, del giovane adulto e del genitore.

FORMAZIONE E SUPERVISIONE

Individuale e di gruppo per operatori ASL, SerT, Aziende Ospedaliere, comunità e insegnanti.

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SCIENTIFICA

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MATTEO LANCINI AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2024

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In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2024, Matteo Lancini parteciperà a cinque eventi: Venerdì 10 maggio ore 14.15 "Educare alla Lettura, Leggere è partecipare". Incontro finale di restituzione del corso “Educare alla lettura” con i docenti e le...

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Per molto tempo, ai ragazzi abbiamo chiesto di aderire alle aspettative ideali di genitori e insegnanti. Li abbiamo cresciuti come piccoli adulti, li abbiamo spinti a socializzare, li abbiamo protetti dall’infelicità e dal dolore. Oggi però lo scenario sta cambiando. Siamo approdati a una società che non si limita più a chiedere ai ragazzi di essere all’altezza delle nostre aspettative, ma li costringe a seguire un mandato paradossale: “Sii te stesso, ma a modo mio”. Questa trasformazione, che per l’autore segna il passaggio al paradigma postnarcisistico, è in atto da tempo, ma è stata la pandemia ad aver smascherato il rischio di un’inversione dei ruoli: mentre i ragazzi si adattano alle esigenze degli adulti pur di farli sentire tali, questi ultimi sono alle prese con una crescente fragilità. Come riuscire allora a sostenere gli adolescenti nella realizzazione di sé? Le strade percorribili sono molte, ma farsi carico della confusione, dell’ansia, del disagio e dell’assenza di prospettive future delle nuove generazioni senza occuparsi della fragilità degli adulti non è più pensabile: “Per mettersi in una posizione di ascolto bisogna essere saldi, soprattutto se ‘l’altro’ è un figlio che soffre”.

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